In uno scenario globale in cui i semiconduttori sono diventati un asset strategico per l’industria e la geopolitica, la tavola rotonda “Automazione e test nella filiera della microelettronica: opportunità reali per l’industria italiana”, organizzata da MESAP Innovation Cluster nell’ambito di A&T Torino 2026, ha riunito esperti, imprese e istituzioni per analizzare le sfide e le prospettive del settore.

Il confronto ha evidenziato come, pur non essendo tra i principali produttori di semiconduttori, l’Italia possa rafforzare il proprio posizionamento nei segmenti a maggiore valore aggiunto, grazie a competenze consolidate in automazione, test, progettazione e integrazione di sistemi.
L’ecosistema europeo e la sfida della competitività
Nel keynote di apertura, Carlo Reita, CEO della Fondazione Chips-IT, ha delineato con chiarezza il quadro internazionale: il mercato dei semiconduttori è in forte espansione, con tassi di crescita superiori al PIL globale e una centralità sempre maggiore per settori come data center, intelligenza artificiale e sistemi industriali avanzati.

Reita ha sottolineato come l’Europa abbia progressivamente perso peso nella produzione mondiale, pur restando forte in alcune nicchie tecnologiche. La pandemia ha rappresentato un momento di svolta, evidenziando come i semiconduttori non siano una commodity, ma una risorsa strategica per l’intero sistema industriale.
Un punto chiave emerso dal suo intervento è la necessità di:
- rafforzare il design e la progettazione ad alto valore aggiunto;
- investire in infrastrutture di test, calcolo ed emulazione avanzata;
- costruire un vero ecosistema nazionale capace di “fare sistema” tra università, imprese e centri di ricerca.
La missione della Fondazione è proprio quella di agire come ponte tra ricerca e industria, riducendo il rischio tecnologico e favorendo il trasferimento verso il mercato.
L’automazione come benchmark industriale
Dal lato industriale, Roberto Minella, Director Europe West & South | Regulated Markets & Life Science di FlexLink (Gruppo Coesia), ha portato l’esperienza di un gruppo con 40 anni di automazione in settori altamente regolamentati.
Minella ha evidenziato come l’industria dei semiconduttori rappresenti un vero benchmark per l’automazione:
- ambienti in camera bianca ISO 4 e ISO 5,
- altissima ripetibilità dei processi,
- flussi continui e tracciabilità totale,
- zero difetti e standard qualitativi estremamente stringenti.
L’ingresso nel settore non è una semplice estensione di competenze, ma richiede un cambio di prospettiva e un approccio spesso “disruptive”, con soluzioni co-sviluppate insieme ai clienti sia nel front-end sia nel back-end produttivo.
È emerso con forza il valore della contaminazione tra esperienze maturate in ambiti come pharma e packaging e le nuove esigenze della microelettronica, dove digitalizzazione, flessibilità e integrazione hardware-software diventano fattori competitivi decisivi.
Per Marco Guolo, CTO di Osai A.S., l’ingresso nel mondo dei semiconduttori richiede un vero e proprio cambio di paradigma. Non si tratta soltanto di trasferire competenze maturate in altri settori, ma di ripensare l’identità aziendale, investendo in know-how, processi e organizzazione. Il settore impone standard qualitativi estremamente elevati, tempi di validazione più lunghi e una stretta collaborazione con il cliente fin dalle fasi di progettazione. Secondo Guolo, la personalizzazione delle soluzioni e la capacità di adattarsi a requisiti specifici rappresentano elementi distintivi per competere in un contesto in cui l’errore non è ammesso.
Dal punto di vista dell’utilizzatore finale, Marco Ferrari, Direttore Manutenzione e Automazione Industriale di MEMC Electronic Materials (GlobalWafers), ha evidenziato l’importanza della continuità operativa e dell’affidabilità degli impianti in ambienti ad altissima complessità tecnologica. In questo scenario, automazione, manutenzione predittiva e analisi dei dati consentono di prevenire guasti, ridurre i tempi di fermo e garantire standard qualitativi elevati. La digitalizzazione dei processi di manutenzione e la raccolta sistematica dei dati sono sempre più strategiche per sostenere la produttività e la competitività.
Ferrari ha inoltre sottolineato come la collaborazione con i fornitori tecnologici sia fondamentale per affrontare le sfide legate alla scalabilità e alla sostenibilità degli impianti, soprattutto in un contesto caratterizzato da investimenti elevati e forte pressione sulla qualità.
Dal lato delle tecnologie digitali, Lodovico Menozzi, Business Development Manager di Siemens, ha messo in evidenza il ruolo crescente dell’integrazione tra IT e OT, del digital twin e delle piattaforme software per la simulazione e l’ottimizzazione dei processi. L’utilizzo di modelli virtuali consente di testare configurazioni, migliorare la progettazione e ridurre i rischi prima dell’implementazione in fabbrica.
Menozzi ha inoltre evidenziato come la crescente complessità dei sistemi richieda una visione end-to-end, dalla progettazione alla produzione fino al test e alla gestione del ciclo di vita. In questo contesto, l’interoperabilità e la standardizzazione diventano fattori chiave per abilitare ecosistemi aperti e collaborativi.

Nel complesso, il panel ha evidenziato come la microelettronica rappresenti una grande opportunità per l’industria italiana, a condizione di sviluppare competenze specialistiche, rafforzare la collaborazione tra attori della filiera e investire in tecnologie digitali avanzate.
Collaborazione e supporto del territorio
Il secondo panel ha approfondito il tema della collaborazione tra imprese, istituzioni e ricerca, evidenziando come lo sviluppo di una filiera nazionale della microelettronica richieda un approccio sistemico e una forte integrazione tra competenze tecnologiche, politiche industriali e formazione.
Per Andrea Ganio, Institutional Relations di SPEA, il segmento del test rappresenta uno degli ambiti più promettenti per l’Italia. In un contesto in cui la complessità dei dispositivi cresce rapidamente, le attività di verifica e validazione diventano sempre più strategiche lungo tutta la catena del valore. L’Italia, grazie a competenze consolidate e a una tradizione industriale riconosciuta a livello internazionale, può rafforzare il proprio posizionamento in questo segmento, sviluppando soluzioni avanzate e ad alto valore aggiunto.
Ganio ha inoltre evidenziato l’importanza di investire in innovazione e competenze per sostenere l’evoluzione delle tecnologie di test, sempre più integrate con data analytics e intelligenza artificiale.
Dal punto di vista tecnologico, Giacomo Pallucca, Strategic Domain Expert – Robotics di Analog Devices, ha sottolineato come robotica, automazione e intelligenza artificiale stiano ridefinendo i processi produttivi nella microelettronica. L’edge computing e la crescente capacità di elaborazione distribuita permettono di migliorare la qualità, ridurre la latenza e aumentare l’affidabilità dei sistemi, abilitando nuovi modelli di produzione e controllo.
Secondo Pallucca, l’integrazione tra sensori, sistemi embedded e piattaforme digitali rappresenta un fattore chiave per costruire fabbriche sempre più autonome e intelligenti.
Il tema della collaborazione territoriale è stato al centro dell’intervento di Luca Martino, Amministratore Delegato di Alutron e referente dell’Alleanza Piemontese Industria Semiconduttori (ALPIS). Martino ha sottolineato la necessità di creare una rete strutturata tra imprese, PMI e grandi player, capace di presentarsi in modo coordinato sui mercati internazionali e attrarre nuovi investimenti.
In un settore dominato da grandi attori globali, la capacità di fare sistema e sviluppare competenze complementari diventa infatti un fattore competitivo decisivo per i territori.
Dal mondo accademico, Luciano Scaltrito, Professore del Dipartimento DISAT del Politecnico di Torino, ha evidenziato il ruolo centrale della formazione e della ricerca. Lo sviluppo della microelettronica richiede competenze multidisciplinari, che spaziano dalla progettazione di circuiti all’integrazione dei sistemi, fino alla gestione dei dati e alla sostenibilità dei processi.
Scaltrito ha sottolineato l’importanza di rafforzare il dialogo tra università e imprese, favorendo percorsi di formazione avanzata, progetti congiunti e trasferimento tecnologico per sostenere la crescita della filiera.

Nel complesso, il panel ha confermato che la collaborazione tra attori industriali, istituzionali e accademici è la leva principale per costruire un ecosistema competitivo e resiliente, capace di cogliere le opportunità di un mercato globale in rapida evoluzione.
Conclusioni: una filiera strategica per il futuro
A chiudere i lavori è stato Marco Gay, Presidente dell’Unione Industriali Torino, che ha ribadito come la microelettronica rappresenti una leva fondamentale per la competitività industriale e l’innovazione tecnologica. Rafforzare l’ecosistema nazionale, favorire investimenti e sviluppare competenze saranno elementi chiave per cogliere le opportunità di un mercato in forte evoluzione.

L’evento ha confermato che automazione, test e progettazione sono ambiti in cui l’industria italiana può costruire un posizionamento distintivo, contribuendo allo sviluppo di una filiera europea più autonoma e resiliente.