3 Luglio 2026

Chips Act 2.0: perché la nuova strategia europea sui semiconduttori riguarda anche le imprese piemontesi

La Commissione europea ha presentato il Chips Act 2.0, una nuova proposta pensata per rafforzare l’industria europea dei semiconduttori, ridurre le dipendenze strategiche da Paesi terzi e sostenere la progettazione e produzione di chip avanzati e di largo utilizzo in Europa.

Per le aziende piemontesi non si tratta di una notizia lontana o riservata ai soli produttori di microchip. I semiconduttori sono oggi una tecnologia abilitante per quasi tutte le filiere industriali: veicoli elettrici e connessi, robotica, automazione, sensoristica, intelligenza artificiale, cloud, dispositivi medicali, aerospazio, energia e manifattura avanzata. In altre parole, la competitività di molte imprese del territorio dipenderà sempre di più dalla capacità di accedere a componenti elettronici sicuri, performanti e disponibili.

Il Chips Act 2.0 introduce alcuni elementi particolarmente rilevanti per il mondo produttivo: procedure autorizzative più rapide per gli investimenti strategici, nuovi strumenti per collegare meglio la domanda industriale con l’offerta di semiconduttori, sostegno ai progetti “first-of-a-kind” lungo l’intera catena del valore e una maggiore attenzione alla resilienza delle supply chain. Per le imprese, questo può tradursi in nuove possibilità di collaborazione con centri di ricerca, startup tecnologiche, grandi player industriali e reti europee specializzate.

Il Piemonte parte da una posizione di particolare interesse. La Regione ha annunciato che intraprenderà il percorso per candidarsi tra le prime European Semiconductor Regions of Excellence, un riconoscimento pensato per valorizzare i territori capaci di attrarre investimenti, sviluppare competenze, rafforzare la ricerca e costruire filiere industriali strategiche. Si tratta di un passaggio importante perché riconosce il ruolo delle Regioni nella politica europea dei semiconduttori e può rafforzare la capacità del territorio piemontese di intercettare progettualità, partnership e investimenti.

A questo si aggiunge il progetto Silicon Box a Novara, dedicato a chiplet integration, advanced packaging e testing. L’iniziativa rappresenta uno degli investimenti più significativi nel panorama europeo dei semiconduttori e può contribuire a creare un nuovo ecosistema industriale intorno ai chip, con possibili ricadute per fornitori, servizi tecnici, logistica, formazione e manifattura avanzata. La Commissione europea ha inoltre riconosciuto al sito di Novara lo status di Open EU Foundry, rafforzando il ruolo all’interno della strategia europea.

Per le aziende del territorio, il messaggio è chiaro: i chip non sono solo componenti, ma un fattore abilitante di innovazione. Un’impresa piemontese dell’automotive può trovare nei semiconduttori la base per sistemi di guida assistita, power electronics e gestione intelligente dell’energia. Una realtà dell’aerospazio può integrarli in sensori, sistemi di controllo e comunicazioni avanzate. Una PMI della meccatronica può usarli per rendere macchine e impianti più connessi, predittivi e automatizzati. Il settore salute può sviluppare dispositivi medicali, tele monitoraggio e diagnostica intelligente. Anche le imprese ICT possono intercettare nuove opportunità in ambiti come edge AI, cybersecurity hardware, progettazione elettronica e servizi digitali per la filiera.

Il punto non è che ogni azienda debba diventare produttrice di chip. Il punto è capire come questa nuova fase europea possa incidere sui propri prodotti, fornitori, competenze e strategie di innovazione. Mappare i componenti elettronici critici, valutare il rischio di dipendenza da fornitori extra-UE, cercare partnership con università e centri di ricerca, partecipare a bandi europei e rafforzare le competenze interne sono azioni sempre più importanti per restare competitivi.

Il European Chips Act ha già avviato un percorso europeo per rafforzare ricerca, produzione e capacità industriale nel settore. Il nuovo Chips Act 2.0 può rappresentare un ulteriore passo avanti, con una maggiore attenzione alla domanda delle imprese e al ruolo dei territori. Per il Piemonte, questo significa trasformare una priorità tecnologica europea in un’occasione industriale concreta, capace di collegare manifattura, ricerca, digitale e nuove competenze in una filiera più forte, più resiliente e più vicina alle esigenze delle aziende.

Perché interessa alle imprese piemontesi

Per le imprese del territorio, il tema dei semiconduttori può diventare rilevante in almeno quattro direzioni:

  1. Innovazione di prodotto Chip, sensori e sistemi elettronici avanzati permettono di sviluppare prodotti più intelligenti, connessi, efficienti e personalizzabili.
  2. Continuità delle forniture La carenza di semiconduttori degli ultimi anni ha mostrato quanto le supply chain globali possano incidere su tempi di produzione, costi e capacità di consegna.
  3. Nuove filiere locali ed europee Il rafforzamento di poli come Novara può generare opportunità per fornitori, system integrator, aziende di automazione, logistica, software, testing e servizi industriali.
  4. Competenze e partnership La crescita dell’ecosistema europeo dei chip apre spazio a nuove collaborazioni tra imprese, università, centri di ricerca, ITS, startup e cluster tecnologici.

In piena sinergia con il Chips Act, MESAP continua a contribuire attivamente allo sviluppo dell’ecosistema dei semiconduttori, supportando la Regione Piemonte come partner tecnico e portando le esigenze del tessuto industriale all’interno dei principali tavoli di confronto.

L’obiettivo è favorire un collegamento sempre più efficace tra competenze, sistema produttivo e istituzioni, costruendo un’interfaccia concreta con i processi decisionali a livello europeo. In questo quadro, diventa fondamentale mettere in relazione know-how tecnologico, bisogni reali delle imprese e opportunità di finanziamento, così da rafforzare in modo strutturale la competitività del territorio.

Si inserisce in questa direzione anche la partecipazione di MESAP al progetto aCCCess, un’iniziativa europea che mette in connessione Chips Competence Centers, pilot line e design platform con l’obiettivo di accelerare l’innovazione e facilitare l’accesso di startup e imprese a competenze, infrastrutture e strumenti di finanziamento.

In qualità di coordinatori del focus group “Training”, nei prossimi mesi promuoveremo una serie di momenti formativi e di approfondimento, affiancando anche le attività tecniche già in corso. L’obiettivo è accompagnare imprese e stakeholder nell’esplorazione concreta delle opportunità offerte dall’ecosistema europeo dei semiconduttori.

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